Filosofi Solidali

Anassimandro contro tutti

La filosofia non è qualcosa che si racconta, o si dice, o si mostra.. no, la filosofia è qualcosa che si FA… mettendosi in discussione e mettendo a disposizione degli altri le proprie intuizioni che facciano da punto di partenza per le intuizioni degli altri fino ad arrivare ad una conoscenza comune (salvo poi da questa ripartire per altre destinazioni).

Propongo per le classi terze che da poco hanno iniziato questo viaggio alcuni temi su cui discutere.

1) Anassimandro contro tutti

“Principio degli esseri è Apeiron… Da dove infatti gli esseri hanno origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l’uno all’altro la pena e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo”. (in Simplicio).
Il frammento di Anassimandro dà il via alla filosofia greca aprendo tanti problemi condensati in una sola frase e con poche parole chiave: esseri, origine, Apeiron (indefinito, indeterminato), necessità, giustizia, tempo.
Saranno tutti soddisfatti di questa interpretazione? Prova a scoprirlo commentando il frammento assumendo il punto di vista di qualche filosofo immediatamente posteriore (per l’ordine in cui lo hai incontrato nel tuo percorso di studi).
Consiglio: assumi il punto di vista di almeno due tra questi filosofi: Anassimene, Pitagora, Eraclito, Parmenide, Empedocle, e utilizza la prima persona.

2) Cos’è la filosofia?
Che cos’è la Filosofia? La domanda più gettonata nell’arco di 3 anni di corso di studi spesso non trova risposta. Forse ci concentriamo troppo sulla domanda e raramente sulle possibili risposte (che forniscano perlomeno un obiettivo, un orizzonte, una molla che spinga a continuare a cercare). Prova a dare una tua prima definizione utilizzando (correttamente!) almeno una volta tutte queste parole che sono quelle che già stai usando: Aletheia, Logos, Physis, Kosmos. Ricordati che una definizione per essere completa non deve dare mai niente per scontato.. quindi non dire: La filosofia è la ricerca dell’aletheia tramite l’utilizzo del logos..
Cosa vuol dire ricercare una aletheia? Dove si trova? e utilizzare il logos? come si usa? c’è un libretto di istruzioni?

3) Ascoltando non me ma il logos

Ascoltando non me ma il logos, è saggio convenire che tutto è uno
Il frammento di Eraclito (come tutti i suoi frammenti) nasconde molti significati del suo pensierio. Prova a tirarli fuori analizzandolo parola per parola facendoti aiutare anche da Parmenide:)
Consiglio: scrivi un breve dialogo possibile tra Eraclito e Parmenide. Cosa direbbe il secondo a sentire questo frammento dal primo? avrebbe da ridire su qualcosa? sarebbe d’accordo? prova a immaginare un botta e risposta che evidenzi quanto sarebbero andati d’accordo questi due filosofi così diversi, ma così profondamente simili.

4) Sostanziale identità

Per Parmenide, come in Eraclito, tra la realtà, la ragione umana e il linguaggio esiste una sostanziale identità; dall’ordine del mondo provengono l’ordine della mente che lo pensa e della lingua che lo descrive.
Ricordando le definizioni date di Logos, Giudizio (S è P), Senso e Significato, Ordine e Conoscenza, Sostanza, sei in grado di ricostruire la validità di questa affermazione?

5) Fenomeni celesti e fenomeni sotto i piedi

Leggi questi due brani sulla vita di Talete:

“Come anche di Talete si racconta che mentre mirava gli astri e guardava in su, cadde nel pozzo: e una servetta di Tracia, piuttosto in gamba e carina, prendendolo in giro gli disse che lui desiderava conoscere i fenomeni celesti, ma si lasciava sfuggire quelli che aveva davanti a sé e sotto ai suoi piedi”.

Talete era un astronomo, un meteorologo, e aveva previsto che quell’anno ci sarebbe stato un eccellente raccolto di olive. Con la consapevolezza che gli derivava dall’esser filosofo egli lo aveva intuito, e si era accaparrato tutti i mulini dei dintorni; alla fine del raccolto, di fronte ad un’incredibile offerta di olive, aveva affittato i mulini ad un prezzo assai alto, diventando così un uomo ricchissimo. Convocò allora i cittadini e disse loro: “Potete ora ben vedere che un filosofo può anche arricchirsi, se lo vuole; ma non lo vuole, egli vuole piuttosto conoscere la verità”, dopo di che donò tutto il suo denaro.

Che opinione ci si può fare, a tuo avviso, della figura del filosofo?

4 commenti

  1. 3)
    “Ascoltando non me, ma il lògos, è saggio convenire che tutto è uno”.

    Questo frammento almeno secondo Eraclito, non ha bisogno di spiegazioni. Se il dono del Lògos è dentro il lettore, allora solamente ragionando e lasciando da parte ciò che i sensi ci dicono, ciò che l’apparenza suggerisce, riuscirebbe anche da solo ad arrvare alla conclusione razionale che il tutto deve per forza essere unico.
    La legge universale che ordina il tutto è l’unità degli opposti, il Lògos, ossia il loro rapporto e la loro continua identificazione in equilibrio e conflitto, seguendo il principio del “tutto scorre” e che Eraclito riconosce come simbolo e percezione sulla terra col fuoco, continuo mutamento di elementi che si presentano all’occhio in forme diverse ma che sono sempre i medesimi.
    Anche Parmenide distingue la conoscenza in Dòxa (visione soggettiva del tutto con i sensi) e Aletheia (visione oggettiva del tutto con il lògos), riconoscendo la necessità di contraddizione che vi è tra i due tipi di percezioni. Egli però insiste più sulle qualità dell’essere che con il lògòs trova e che essendo inconfutabili portano anche lui al riconoscimento del tutto come un essere unico. Parmenide è infatti l’ultimo della scuola Eleatica perchè riesce, almeno più degli altri suoi predecessori, ad avere una visione oggettiva del tutto, riuscendo così a trovarne qualità necessarie che soggettivamente, secondo i sensi, sembrerebbero impossibili e surreali.

    ..Fatto! 😀
    solo che non so se andava messo qui o se andava fatto un post apposito..ops!

  2. potevi anche fare un articolo nuovo (da questo momento in poi siete tutti “autori” e non avete bisogno di approvazione per pubblicarne uno)..
    trovo impagabile la spiegazione del frammento di eraclito con: “Questo frammento almeno secondo Eraclito, non ha bisogno di spiegazioni. Se il dono del Lògos è dentro il lettore…”
    Perché dire altro? 🙂

  3. Ora in effetti la cosa mi è un po’ più chiara, almeno credo, e cercherò di fifare il commento a casa nei prossimi giorni
    ora devo andare by-by!

  4. vediamo un po’ così se va bene:

    “Questo frammento non ha bisogno di spiegazioni. Se il dono della ragione ti appartiene non devi chiedere niente a nessuno.”

    ..questo sì che è osare!

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