Filosofi Solidali

“Cercavo di capire Fichte” di Beatrice Lucchesi

A: Ciao, che fai?

B: Cercavo di capire Fichte, la questione dell’Io, del Non-Io, hai presente?

A: No, per nulla! Di che si tratta? Chi è Fichte?

B: E’ un filosofo che cercò di trovare un modo per far diventare la filosofia un sapere assoluto. Fu lui a parlare del principio dell’Io.

A: Cioè?

B: Nel senso che questo Io, l’Io Puro, è un qualcosa di libero, assoluto, di infinito: è lui che crea e dà senso al mondo.

A: Tipo Dio?

B: Sì, più o meno. Ma la cosa particolare è che l’Io è, al tempo stesso, ciò che compie l’azione e il risultato di quest’ultima: infatti l’Io crea sè stesso, si autocrea in modo del tutto inconsapevole; in seguito si rende conto della sua esistenza tramite un’intuizione, chiamata intuizione intellettuale. Quindi l’Io si pone in maniera spontanea, inconsapevolmente.

A: Quindi è sia soggetto che oggetto dell’azione perchè compie qualcosa su di sè?

B: Esatto! Inoltre l’Io, per prendere coscienza di sè, deve prima avere coscienza di qualcos’altro. Ponendosi, produce, attraverso un’immaginazione (produttiva) inconscia, tutto ciò che c’è di diverso dall’Io, detto, appunto, Non-Io.

A: Ma allora come può l’Io, avendo coscienza del Non-Io, riuscire ad avere coscienza anche di sè stesso?

B: il Non-Io è necessario, ci deve essere, per fare in modo che l’Io possa determinare tutto ciò che pensa. Avendo coscienza del Non-Io, l’Io può riconoscere i propri limiti.

A: I limiti?? Ma non era infinito?? Non dovrebbe avere limiti…

B: Infatti, se ci pensi il Non-Io è una produzione dell’Io, in quanto è posto, prodotto dall’Io stesso. Tuttavia, proprio perchè pone il Non-Io, l’Io si trova ad essere limitato dal Non-Io. Si può parlare, in questo caso, di Io Empirico, un Io “individuale” che è una “limitazione” dell’Io Puro.

A: Credo di aver capito.

B: Bene via… Alla fine l’Io Empirico attraverso le sensazioni, le intuizioni e l’intelletto può modificare il Non-Io, recuperando qualcosa di ciò che l’Io stesso aveva prodotto, e quindi allontanando i limiti del Non-Io. Si può dire, quindi, che questo Io è libero, libero di modificare il Non-Io per mezzo dell’attività pratica.

A: Ma allora l’Io Empirico potrebbe riuscire ad inglobare in sè tutto il Non-Io abbattendone ogni limite?

B: No, perchè altrimenti non avrebbe più coscienza di sè stesso: come ti ho già detto, perchè l’Io possa avere coscienza di sè stesso è necessario che abbia coscienza di qualcos’altro. Per questo l’Io e il Non-Io si delimitano a vicenda. Quindi, in un certo senso per Fichte l’Io Empirico deve agire, perchè solo agendo può modificare il Non-Io che, essendo un limite, appare all’Io come un ostacolo. Se non ci fossero più ostacoli, l’Io non si sentirebbe più “sfidato” e quindi smetterebbe di agire, ponendosi in una condizione di passività.

A: Sì dai, ho capito… Sei stato piuttosto chiaro!

B: Meno male, sono contento!

Un Commento

  1. sono contento anche io:) adesso mi piacerebbe sapere come se la cavano questi due con schopenhauer?..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *