Filosofi Solidali

Anassimandro contro tutti (dialogue version)

Ripropongo i titoli tratti da “Anassimandro contro tutti” per chi ci vuole riprovare, ma con una formula diversa, quella del dialogo. Immaginiamo in tutti i casi una situazione classica, diremo “da bar”. Un gruppo di persone intorno al tavolo di un bar che parlano dei seguenti argomenti..

1) Anassimandro contro tutti

“Principio degli esseri è Apeiron… Da dove infatti gli esseri hanno origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l’uno all’altro la pena e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo”. (in Simplicio).
Il frammento di Anassimandro dà il via alla filosofia greca aprendo tanti problemi condensati in una sola frase e con poche parole chiave: esseri, origine, Apeiron (indefinito, indeterminato), necessità, giustizia, tempo.

Ipotesi 1: dialogo fra due amici, uno che sostiene il frammento, l’altro che lo critica, chiedendone spiegazione punto punto e cercando, in ogni modo, di mettere in difficoltà l’amico che se ne fa portavoce. Quest’ultimo sarà bravo a citare anche altri filosofi pur di sostenere la propria tesi.

Ipotesi 2: dialogo fra un ragazzo e Anassimandro. Il tema trattato è la “giustizia”. Cos’è la giustizia? Possono intervenire nel discors, come passanti, anche il barista e Parmenide, a scelta:)

2) Ascoltando non me ma il logos

Ascoltando non me ma il logos, è saggio convenire che tutto è uno
Il frammento di Eraclito (come tutti i suoi frammenti) nasconde molti significati del suo pensierio. Prova a tirarli fuori analizzandolo parola per parola facendoti aiutare anche da Parmenide:)

Ipotesi: dialogo a tre, tra Parmenide, Eraclito e te. Chi perde offre da bere a tutti.

3) Sostanziale identità

Tra la realtà, la ragione umana e il linguaggio esiste una sostanziale identità; dall’ordine del mondo provengono l’ordine della mente che lo pensa e della lingua che lo descrive.
Ricordando le definizioni date di Logos, Giudizio (S è P), Senso e Significato, Ordine e Conoscenza, Sostanza, sei in grado di ricostruire la validità di questa affermazione alla luce dei pensieri di Parmenide, Eraclito, Protagora e Gorgia?

Ipotesi 1: dialogo tra 2 amici a fare l’aperitivo al bar. Cercano di definire, con il linguaggio, tutto ciò che bevono e mangian, chiedendosi che rapporto possa intercorrere fra quello che vedono, che definiscono e comunicano all’altro.

Ipotesi 2: dialogo a 4 tra Parmenide, Eraclito, Protagora e Gorgia

4) Fenomeni celesti e fenomeni sotto i piedi

Leggi questi due brani sulla vita di Talete:

“Come anche di Talete si racconta che mentre mirava gli astri e guardava in su, cadde nel pozzo: e una servetta di Tracia, piuttosto in gamba e carina, prendendolo in giro gli disse che lui desiderava conoscere i fenomeni celesti, ma si lasciava sfuggire quelli che aveva davanti a sé e sotto ai suoi piedi”.

Talete era un astronomo, un meteorologo, e aveva previsto che quell’anno ci sarebbe stato un eccellente raccolto di olive. Con la consapevolezza che gli derivava dall’esser filosofo egli lo aveva intuito, e si era accaparrato tutti i mulini dei dintorni; alla fine del raccolto, di fronte ad un’incredibile offerta di olive, aveva affittato i mulini ad un prezzo assai alto, diventando così un uomo ricchissimo. Convocò allora i cittadini e disse loro: “Potete ora ben vedere che un filosofo può anche arricchirsi, se lo vuole; ma non lo vuole, egli vuole piuttosto conoscere la verità”, dopo di che donò tutto il suo denaro.

Ipotesi 1: dialogo tra Talete e la servetta

Ipotesi 2: dialogo tra 2 amici al bar, uno che difende Talete, l’altro la servetta.

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