Filosofi Solidali

“Provando a capire qualcosa sull’io penso…” di Bianca Cioni

L’oggetto della filosofia di Hegel è il razionale diventato mondo. Ovvero tutto ciò che il soggetto è in grado di concepire e al quale darsi una risposta,che diventa realtà:coinciliando così la ragione cosciente di sè con la realtà stessa.

Tale tesi può trovare le sue fondamenta anche sulla concezione dell’io-penso kantiano,inteso come intuizione spontanea che rende possibile ogni rappresentazione del molteplice,in quanto si presenta come unità formale delle conoscenze possibili,quindi costituisce la coscienza come condizione di possibilità di ogni pensiero.Tale unità quindi consente a priori l’esistenza delle mie rappresentazioni;intese come la realtà perchè composte da contenuto e soggetto,in quanto pensate nell’io-penso e quindi permette la conoscenza.

Una prima critica su tale teoria viene da Salomon Maimon,inizialmente fedele di Kant.che giudica tale concetto contraddittorio,in quanto Kant concepisce l’esistenza della cosa-in-sè,che invece secondo Maimon seguendo la teoria kantiana sull’io-penso,non dovrebbe sostenere;in quantoammetterebbe l’esistenza di qualcosa che si definisce come inconoscibile.

Infatti solo ciò che è interno alla conoscenza è rappresentabile e quindi può diventare realtà;per questo motivi il “noumeno”di Reinhold viene concepito come una rappresentazione che non colgo mai completamente.

Schulze,invece aveva posto il problema su quale fosse il principio che ci permette di passare dal pensiero(soggetto) all’essere(soggetto).Secondo Fichte tale principio stava nel pensiero stesso e questa affermazione si poteva confermare con l’esistenza dell’io-penso.

L’io-penso kantiano verrà interpretato da Fichte come l’io-puro,che essendo un’attivitò originaria e infinita si autocrea mediante la propria immaginazione produttiva.E’ il prodotto dell’io-puro,la libertà,che è il potere assoluto di determinare il sensibile secondo l’intellegibile.che permette l’aggancio dei due mondi;del pensiero e dell’essere,arrivando così al vero principio di tutto che è la libertà dell’io.

Quindi come possiamo vedere,filosofi come Schulze e Maimon hanno dato le basi per la critica kantiana di Fichte………zaan zaan!!!!

12 commenti

  1. cioè ma ‘sta cosa intorpinata l’ho scritta davvero io?!?!?!?!?!?!ma sono un geniooooo!!!!!!(mai quanto lei profff…e dopo questa un + sul registro…)

  2. eheh l’importante è crederci:) questo è gia un primo passo..
    adesso mi spieghi, esattamente, cosa vuol dire che l’io penso kantiano “si presenta come come unità formale delle conoscenze possibili”.. cos’è la conoscenza? e quando è possibile?

  3. aspetti che cerco sul dizionario eh…

  4. ti aiuto io, ecco la voce sul dizionario:
    “Conoscenza: facoltà d’intendere e di ragionare”
    “Ragionare: giudicare”
    e quindi la voce più importante:
    Giudizio: {filosofia} atto dell’intelletto col quale si afferma o si nega la convenienza di un concetto a un altro

  5. ora seriamente parlando….non c’è problema…lei mi dice quello che devo fare…e io lo fffacio,allora:
    tutto è cominciato dalle insolite categorie del tempo e spazio. (insolite?)
    io voglio sapere se un oggetto dato che è percettibile nelle categorie è percettibile anche fuori da queste. (stai parlando di categorie intese come concetti puri o no? se parli di percezioni sembra che tu stia parlando di intuizioni pure: spazio e tempo. Ma anche se parli di spazio e tempo come posso parlare di percezione fuori dallo spazio e dal tempo – ovvero come dici tu “fuori dalle categorie”? spiega bene: cosa intendi per categorie?)
    e qui interviene l’intelletto…ovvero siccome il “molteplice” quindi l’oggetto è sottoposto alle condizione delle 2 categorie(quindi si parla della sensibilità),l’intelletto invece condiziona”l’oggetto” con l’unità sintetica dell’appercezione(suvvia questo non me lo faccia spiegare…sono sicura che non ce n’è bisognoooo)….(eheh, e invece ce n’è bisogno assai! che diamine significa qui appecercezione? in kant ha un significato molto preciso)
    e quindi grazie a questo uso dell’intelletto tutte le mie rappresentazioni sono state unite in un’unica coscienza e in tal modo io posso pensare e conoscere,per questo motivo io conosco grazie all’intelletto…perchè unisco più rappresentazioni;questa sintesi però implica anche l’unità della coscienza….IN CONCLUSIONE:questa benedetta unità della coscienza rappresenta solo ciò che costituisce una relazione delle rappresentazioni ad un oggetto e che quindi la loro validità sia oggettiva…(loro validità di chi? delle rappresentazioni? le rappresentazioni non sono mai oggettive, visto che è un soggetto a percepirle attraverso le sue forme a priori)
    ED è QUESTO CHE FA Sì CHE DIVENTINO CONOSCENZE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!(ora….è molto probabile che io non abbia risposto alla sua cortesissima ed sensazionale domanda ma questo è un dettaglio…)
    (tutto sommato, si, haoi risposto.. ma mi spieghi i commenti in grassetto:)

  6. ci terrei a sottolineare che non ho trovato il dizionario in casa….mio fratelòlo deve averlo portato a milano…

  7. mhmmmm a giudicare dal suo commento sono andata un attimo fuori tema…

  8. ola.. ti ho aggiunto dei commenti al tuo commento (in grassetto).. cosi magari mi spiego meglio quando ho qualche dubbio sulle tue affermazioni!
    tu apri pure un nuovo commento per rispondermi..
    ci si diverte, eh?:)

  9. sèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè………ora un pò alla volta eh!!!!!non sa quanto mi c’è voluto per scrivere quella”roba”….il mio potentissimo cervello deve riposare sennò divento troppo intelligente e non voglio correre il rischio!però ci penserò sù e domani la stenderò con le mie risposte!!!!!

  10. comunque hola con l’h….

  11. sì effettivamente quel discorso delle categorie spazio tempo non torna tanto…va bhè…pace
    no no no.. nessuna pace!:)

  12. aspetto di essere steso!:)
    che tu possa diventare troppo intelligente è un rischio che ci sentiamo di correre.. comunque non è importante tutto insieme.. pensaci pure quando vuoi.. in fondo ci fa bene a tutti e due!

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