Filosofi Solidali

Interroghiamo i filosofi: Sofisti (cap.08)

sofisti

10 commenti

  1. Trasimaco, dici “la giustizia è il predominio del più forte”.
    “forte” nell’uso del linguaggio?
    in questa novità del sofismo ci devo ancora entrare

  2. Chi meglio usa il linguaggio meglio governerà la città.. ma chi governa la città cosa considererà giusto?
    Io soltanto con questa affermazione denuncio il carattere strumentale della cosiddetta giustizia. Gli uomini chiamano giustizia l’ipocrisia e la parvenza della legalità, che è dettata dal potere. Ma il potere, o meglio chi lo detiene anche e soprattutto grazie alla sua capacità di persuadere, fa sempre le leggi a sua misura (a misura della propria “visione” del mondo, della città).
    Sono dunque d’accordo con i miei colleghi Antifonte ed Ippia, denunciando con loro il carattere di classe e di parte della legge civile!

  3. se forte è essere persuasivo è giusto.Ma io considero il forte un virtuoso che sa cosa dice e che dice le cose come sono senza bisogno di persuadere.chi fa le leggi quindi non è sempre il più forte ma spesso è il più falso

  4. sventurato voi! chi puo dire “le cose come sono”? lo credeva il perfido Parmenide, forse, e guardate che danno ha fatto alle generazioni future! le cose come sono all’intelletto umano sono negate! Possiamo si, come voi dite, sapere cosa dire (e proprio io mi permetto di insegnarvi, se lo vorrete!) e soprattutto saperlo dire bene..
    vedete.. voi forse mal avete compreso la forza e l’onesta della “persuasione”: persuadere significa nient’altro che condividere un’opinione, permettere dunque al mio interlocutore di avere la mia idea (di riceverla, capirla, farla propria).. non ci sono costrizioni.. ed anzi gli effetti per la democrazia e la giustizia saranno eccezionali:”si rispetteranno le leggi, somma delle opinioni condivise da tutti, non per costrizione, ma perché si saranno fatte proprie, perche se ne sarà persuasi”.. che bellezza! non trovate, amico Consani?

  5. ahah, protagora.. voi mi fate ridere! si, perché davvero credete che la legge sarà dunque espressione di una condivisione comune! ma se la legge è espressione di un’opinione (umana, certamente, quindi non necessaria) e questa per esser accettata come legge dello stato deve persuadere tutti a vederla come tale (cioè giusta, a benificio di tutti), non c’è dubbio che le leggi, alla fine, a farle, sarà chi detiene già il potere, seppur questo gli derivi esclusivamente dalla sua capacità di usare il linguaggio..
    In quanto a voi, messere Consani, non capisco a chi date ragione! quello che io ho detto “la giustizia è l’utile del più forte!” non è una teoria, quanto una denuncia che il sottoscritto vuol fare! così stanno le cose.. chi fa le leggi è sempre il più forte! non so cosa vogliate dire con falso (che dice bugie? cosa è una bugia? si può controllare? che non è uguale a sé stesso? si puà essere diversi da sé stesso? etc).. ma sicuramente se ha creato una legge ed è stata riconosciuta come tale ciò gli è dovuto dall’essere stato il più forte!

  6. ma nooo!…non è vero che è il più falso. Invece è proprio il più bravo. La persuasione rende vero. Se io dico che un oggetto è cosi, prova a contraddirmi, io lo vedo così, tu puoi vederelo in un’altro modo , ma resta il fatto che io lo vedo così, e quindi quell’oggetto, per me è quello,io per me ho esperro un giudizio e una misura corretti; se però riesco a convincerti che la mia visione è giusta, allora sarà per forza giusta anche per te. Quindi….traendo le conclusioni, il più virtuoso, ha ragione…..

  7. ma signor Renzo, che ce l’avete con me? guardate che dell’idea di Protagora che l’uomo è misura di tutte le cose che un giudizio espresso da un uomo è inconfutabile io sono perfettamente d’accordo! è di quello che disse dopo che ho avuto da ridere: che questa sia cagione di buona democrazia.. quando i fatti ci dimostrano esattamente il contrario! che la persuasione è data solo da chi ha gia il potere di farlo.. ovvero di chi fa le leggi e di conseguenze decide cosa è giusto o meno..

  8. Scrivo qui perchè questo è un argomento caro ai sofisti che verrà criticato da Platone. Ognuno ha una reatà diversa, i sofisti credevano nella relatività. La critica a loro era che la realtà è una. Essendoci infinite realtà diverse, come faccio a sapere che ne esiste una unica ? Dovrei stare fuori dal mondo per conemplarla . Ammesso che esista, a che servirebbe, se non può essere vista da nessuno ? (Magari a una divinità ?).

  9. Miglioro : esiste una sola realtà, che noi vediamo da punti di vista diversi . Qui ho un buco di un ragionamento che ho in parte dimenticato, ma la cui conclusione era che tutto ciò che ci circonda possiamo vederlo solo soggettivamente, mentre noi stessi ci vediamo in maniera oggettiva, in quanto non facciamo parte della realtà che vediamo fuori : un giudizio sarà solamente oggettivo solo se espresso su noi stessi .

  10. quante siano le “realtà” (se una, tante, nessuna) è un falso problema. Il problema è “cosa” comunichiamo con il linguaggio. E se esiste un linguaggio esistono sicuramente punti di vista, quelli di coloro che lo usano per esprimersi… Che il linguaggio sia l’unica realtà? Uhm.. ci devo pensare..

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