Filosofi Solidali

“Parlando di Fichte al bar….” di Giada Frediani

A- Ciao! Come va?

B- Bene, grazie!

A- Senti…. Tu studi filosofia, vero?

B- Sì… Perchè?

A- Perchè ho sentito parlare di un filosofo, Fichte, ma non ho capito niente… Io, non-io…

B- Dunque… Per Fichte esiste un io puro, o assoluto, che si autocrea e non esiste niente al di fuori di esso; è un principio che potremmo indicare come Dio o Natura. Questo io puro, attraverso l’intuizione intellettuale, quando cioè si autopone e prende coscienza di sè, crea allo stesso tempo qualcosa che è diverso da sè e che Fichte chiama non-io e…

A- Mi sono perso…

B- La parte di sè che l’ io puro conosce si chiama io finito, quella parte che invece non conosce è detta non-io.

A- Ok…

B- Bene. L’ io finito, come dice il nome, è limitato e non è in grado di conoscere tutto il non-io, quindi si può avere una conoscenza sempre maggiore ma mai completa.

A- Perchè qualcosa di infinito non può essere conosciuto da qualcosa di finito?

B- Sì, esatto.

A- Forse ho capito qualcosa…

B- Davvero?!?

A- Sì, ma ora cambiamo discorso, ok?

B- Sì, va bene! Ti offro qualcosa?

A- ……

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