Filosofi Solidali

Spunti per temi (classi terze)

Non che non mi fida a lasciarvi soli, ma permettemi di essere abbastanza ingombrante da riuscire a rovinarvi anche questi “pochi” giorni di (im)meritato riposo:)

SPUNTI PER TEMI
(da consegnare il primo giorno in cui avete filosofia al rientro dalle vacanze!)

Ricorda: quando si richiede un tema non siamo interessati alla conoscenza dei contenuti (che è data per scontata), ma alla capacità di legarli insieme per argomentare, approfondire o anche sintetizzare con un “altro” punto di vista il tema dato.
(detto in maniera semplice: dato un tema, utilizza tutti gli argomenti che credi migliori per affrontarlo).
Si prega di essere sintetici (che non vuol dire brevi)!

Per chi lo desidera può iniziare a pubblicare i suoi lavori sul blog Vallisneri 2.0 anche durante le vacanze, cosi da arrivare a gennaio con una redazione definitiva da consegnare senza dubbi su quali siano le direzioni da prendere.
http://www.dreammachine.it/vallisneri/blog/
Potete utilizzare il forum invece per fare domande di qualsiasi tipo.
http://www.dreammachine.it/vallisneri/blog/forum/

1
Conoscere è misurare“. Questo è un giudizio, senza dubbio. Argomentalo utilizzando tutte le tue conoscenze presofistiche e sofistiche, non mancando di operare opportuni ed intelligenti (!) collegamenti tra autori e pensieri.
(si suggeriscono Pitagora, Zenone, Anassagora, Protagora: quattro scuole, quattro opinioni diverse. NB: Non fare la lista della spesa delle opinioni, non mi interessa! Cogli similitudini e differenze, utilizzale all’unico scopo di spiegare se “conoscere è misurare”, o meno).

2.
Nulla è“. Con questa affermazione irrompe il pensiero di Gorgia che sembra annullare ogni pretesa di parlare dell’essere. Ma se dell’essere non si può dire niente, non si può dire niente neppure di Gorgia che lo dice? Studia bene la dimostrazione di Gorgia (dal testo di Sesto Empirico) e trai le tue conclusioni anche utilizzando l’apporto di altri filosofi (ovviamente anche Parmenide).
Per chi non lo ha, il testo di Sesto Empirico lo trova qui:
http://www.dreammachine.it/vallisneri/blog/2007/12/03/gorgia-natura/

3.
Cos’è la giustizia?“. Dalla riparazione di un “torto cosmico”, come ce lo ha descritto Anassimandro, fino all'”utile del più forte” di Trasimaco, trova una definizione che sia argomentata in modo forte utilizzando i pensieri degli autori visti, sintetizzandoli, e trovandone, volendo, una propria.
Per aiutarti ti consiglio di provare a tracciare una definizione possibile di giustizia di tutti gli autori visti, anche di coloro che non l’hanno definita esplicitamente. Dopo aver fatto questo trova qualche spunto interessante e scrivilo (attenzione: non ho chiesto di scrivermi tutte le definizioni di giustizia di tutti gli autori, questo lo devi fare tu, a me consegni solo la sintesi che riesci a fare su di loro!)

3 commenti

  1. – prof sono il frateschi…..-
    – piacere, io sono il prof.. e ora vado a segnalarti cose che non tornano.. sempre che le trovi:)

    —– CONOSCERE è MISURARE ——

    Il giudizio ” conoscere è misurare ” può risultare vero per alcuni filosofi che abbiamo studiato ma può anche risultare falso per altri.
    Il primo filosofo che vorrei evidenziare è Pitagora. Per lui l’armonia risultante dal rapporto tra numeri è equilibrio di tutte le cose e misura di tutto, tutto è misurabile perchè derivato di un rapporto tra numeri,tutte le cose infatti sono costituite da un insieme finito di punti, quindi conoscibili, e visto che finiti, anche misurabili.
    Per pitagora dunque la conoscenza è un principio matematico e siccome tutto deriva dal numero(che misura),il numero, in quanto alla base della matematica, è la conoscenza; quindi, conoscere è misurare.

    Che “la conoscenza sia un principio matematico” è una affermazione suggestiva.. ma andrebbe spiegata meglio!
    Un principio è una legge, un giudizio necessario.. la conoscenza è fatta di leggi e giudizi, come può essa stessa essere un giudizio? Non dico sia falso.. dico che non puoi venderla cosi, senza spiegarla:)

    Anche l’affermazione successiva: il “numero è la conoscenza”.. Il numero è un oggetto (astratta o materiale che sia, per Pitagora era oltretutto anche materiale).. la conoscenza, come detto prima, è un insieme di giudizi. Come sono collegati? forse il numero è condizione per la conoscenza! ma anche questo è falso, perché posso, come dice lo stesso Pitagora, conoscere anche senza “vedere” i numeri, solo che la mia conoscenza sarà confusa, impura.. e sarà tanto più pura quanto più vedo i numeri.. come si risolve?

    A differenza,Anassagora, non basa la sua conoscenza sul numero, ma sui sensi e sui ” semi “. I sensi infatti sono conoscibili e misurabili in quanto sono un numero preciso, e conoscibili perchè applicabili; tuttavia i semi sono infiniti e anche se ne conosco l’esistenza attraverso il logos, non possiamo conoscerne il numero, in quanto l’infinito non è misurabile.In questo caso quindi conoscere non è misurare.

    non contesto la conclusione.. quanto come ci sei arrivato. cos’è la conoscenza per anassagora? finché non me lo dici non posso capire perche per anassagora non sia misurazione..

    Alla stessa soluzione arriviamo usando Zenone.Per lui il misurare sarebbe fare la somma delle grandezze più piccole,come si nota nel paradosso di Achille e la tartaruga, mentre il conoscere sarebbe riuscire a ” smontare” le opinioni e le tesi non condivise.Quindi in questo caso non ci sarebbe nessun rapporto tra conoscenza e misura.

    Nel paradosso di Achille Zenone mostra come l’essere non si possa misurare perché non composto da particelle divisibili.. (contrariamente a Pitagora). Che il conoscere sia “smontare le opinioni” non capisco cosa vuoi dire:)

    Prendendo ora come modello Protagora ricaveremmo nuovamente la soluzione iniziale di Pitagora.
    Protagora infatti basa la sua conoscenza sull’esperienza che varia da individuo a individuo,e che il rapporto tra senso, pensiero e linguaggio è collegato: infatti se un individuo nota un oggetto con i sensi lo ” conosce “, lo giudica con il pensiero e lo esprime con il linguaggio, quindi lo misura.

    Mi spieghi questo “quindi” cosa vuol dire? Che la misurazione esiste quando sento con i sensi, giudico con il pensiero e esprimo con il linguaggio?

    In questo caso quindi ci sarebbe un forte rapporto tra conoscenza e misura.Secondo me dunque ” conoscere è misurare” perchè non posso misurare una cosa che non conosco, non è possibile misurare il nulla ( in quanto infinito ), posso conoscerlo attraverso il logos, ma non posso misurarlo.

    Se non posso misurare una cosa che non conosco, allora se conoscere è misurare, non posso mai misurare nulla.. perche fintanto che non lo misuro non lo conosco.. ma se non lo conosco non lo posso misurare!

    Renzo Frateschi 3a

  2. Nulla è ( di Gorgia):
    ho cercato di affrontare questo tema con la pretesa di trovare delle risposte ;ho trovato solo altre domande e mi sono perso tra la filosofia antica e quella moderna, tra il “nulla” e il “vuoto”,tra la fisica e la filosofia come intrappolato tra le maglie di una catena senza fine.
    Volevo cambiare tema, ma poi rileggendo bene la traccia forse qualcosa posso dire:posso parlare di Gorgia che dice” Nulla è” posso parlarne perché EGLI E’ O E’ STATO.
    Si tramanda fosse stato discepolo del filosofo naturalista Empedocle e che fosse stato in contatto anche con la scuola Eleatica di Parmenide e questa precisazione è importante perché forse con le sue tesi vuole criticare la dottrina di tale scuola.
    Nel non essere o sulla Natura troviamo le tre ipotesi fondamentali della sua filosofia con le quali contraddice la scuola di Elea :
    • “nulla è” = dubbio ontologico = discorso sull’essere
    • “se anche qualcosa fosse, non sarebbe conoscibile” = dubbio a livello gnoseologico = teoria della conoscenza = studio dei limiti e della validità della conoscenza umana
    • “se anche conoscessi qualcosa, non sarebbe comunicabile” = dubbio a livello linguistico
    Da ciò si risale a tre temi radicalmente diversi tra loro: l’essere, il conoscere e il comunicare e devo dare come per Parmenide e poi Aristotele per scontata la loro identità se voglio dare un senso logico al mio ragionamento. Se conosco voglio conoscere con verità e devo poter comunicare le mie conoscenze, forse Gorgia con i suoi paradossi ci richiama proprio all’indimostrabilità di ciò.
    . Le dimostrazioni di Gorgia sul non essere potrebbero nascere da una parodia dello stile argomentativo tipico di Parmenide o potrebbero nascere da una sua reale convinzione della negazione dell’esistenza dell’essere . Secondo lo Pseudo-Aristotele, Gorgia sostiene la non esistenza dell’essere per il fatto che i filosofi precedenti si erano tanto contraddetti da annullarsi reciprocamente.

  3. dell’essere non si parla….sennò cadi in contraddizzione………credo che Gorgia dia dei giudizi astratti per non parlare direttamente dell’essere…quindi tenta di dimostrare la non esistenza dell’essere…confutando Parmenide.

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