Filosofi Solidali

“Chiacchiere su Fichte” di Marta Doberti

A:”non ci posso credere! E’ da anni che non ci vediamo!Vieni che ti offro un aperitivo così parliamo un po’.. Cos’hai fatto in questi ultimi tempi?”

B:”Accetto volentieri!Beh, sapevi che frequentavo un corso di yoga..

A:”si si certo, ricordo..”

B:”Ecco.. ho deciso di interromperlo e adesso seguo un corso serale di filosofia, ho assistito per ora solamente alle prime due lezioni ma mi sono già appassionato! A proposito, fai filosofia al liceo..Quale filosofo stai studiando?”

A:”Stò studando Fichte! Ne hai sentito parlare?!

B:”Non ancora…parlami delle sue teorie che mi sono incuriosito..”

A:”Innansitutto devi sapere che l’obiettivo di Fichte era quello di trovare un principio che potesse unire le due attività della ragione,ovvero quella di conoscere e quella di prendere decisioni,identificandolo nell’io assoluto, ossia quel principio infinito che , nel momento in cui si autopone, crea inconsciamente tutto ciò che è diverso da sè stesso chiamato non-io:vale a dire la realtà, il mondo, la natura, del quale non si ha conoscienza.”L’io assoluto, devi sapere, contiene l’io empirico che è finito, identificabile come ogni singolo individuo e il non-io vi si oppone, limitandolo; tuttavia entrambi sono ineliminabili in quanto l’esistenza dell uno permette l’esistenza dell’altro.Il non-io è infatti necessario per spingere l’io empirico ad agire al fine di superare il limite imposto tra i due, poichè solo così l’io empirico può giungere alla coscenza di sè.”

B:”Scusa se ti interrompo.. ma l’io empirico, come può arrivare alla coscieza di sè attraverso la conoscenza di quella parte che gli si oppone?”

A:”Ebbene..il non-io è parte dell’ io assoluto, ma questo non lo riconosce come tale perchè lo crea inconsapevolmente:l’attività dell’io è infatti creatrice inconscia;tuttavia nel momento in cui l’io empirico prende coscienza del non-io lo accetta e riconosce come parte di sè allontanando il limite dell’altro-da-sè, cioè del non-io”

B:”Quindi se l’io empirico è capace di allontranare il limite dle non-io, allora può anche arrivare ad avere piena conoscenza di questo annullando così tutto ciò che è a lui sconosciuto..giusto?”

A:”Questo sarebbe possibile se il non-io fosse finito, invece questo limita l’io empirico, ma è illimitato, infinito, eh è quindi impossibile una sua totale conoscenza.”

B:”Ho capito..credo che per oggi basti, l’aperitivo inizia a fare il suo effetto, ti devo salutare sperando di rincontrarti presto per un’altra chiacchierata di filosofia”Ciao

A:”..E’ sempre il solito!Come anni fa se ne è andato lasciando il conto da pagare agli altri!EH..il buon Fichte aveva ragione..”tu esisti per agire,il tuo agire, soltanto il tuo agire, determina il tuo valore..!”

Un Commento

  1. a occhio e croce credo che il tuo amico non lo vedrai mai piu:)

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