Filosofi Solidali

“La natura secondo Schelling, Schopenhauer e Leopardi” di Marta Doberti

Shopenhauer-“Qui fa troppo freddo!E’impossibile vivere in un mondo così!O soffocato dal calore o impietrito dal gelo, l’uomo in questo Kosmos è sempre costretto a soffrire!”

Schelling-“Eppure il meteo aveva annunciato il ritorno del bel tempo, visti gli spostamenti dlele nubi..”

Leopardi-“Oh natura!Oh natura!Perchè non dai quel che prometti allor?Perchè di tanto inganni i figli tuoi??”

Schelling-“Giacomo, stai esagerando con il tuo pessimismo cosmico!Un cambiamento può avvenire!.. In fondo la natura ha vita ma agisce inconsciamente, non di certo ha portato il maltempo per fare un dspetto a te!

Leopardi-“Ma questo che dico di me, lo dico di tutto il genere umano, lo dico degli altri animali e di ogni creatura!Cotesta vita è infelicissima e ne è la natura matrigna la cagione!”

Schelling-“Troppa presunzione a mio parere!Ma l’uomo chi si crede di essere??Vede tutto in funzione di sè stesso, colpevolizza la natura mentre questa è indifferente all’uomo, agisce, crea e s eprovoca dolore, lo fa a sua insaputa!”

Schopenhauer-“Inutile giustificarla!L anatura crea esseri destinati alla sofferenza perchè essa stesa li dota di volontà, cioè desiderio che rimane sempre inappagato poichè insaziabile!”

Leopardi-“Ecco, Schelling, ti porto un esempio: conosco un amico, un islandese, che per sfuggire al peso delle sofferenze e alla natura stessa, ha girato il mondo senza mai trovare un luogo che fosse stato risparmiato dal dolore!”

Schelling-“Non è possibile sfuggire alla natura!Questa è io e fa parte dell’io.. e tutto, natura compresa, è creato dalla volontà.”

Schopenhauer-“Proprio perchè l’essenza segerta del mondo è la volontà, niente è escluso dal soffrire! Ed è nell’uomo che la volontà diviene pienamente consapevole, ma egli non può far altro che seguirla , senza determinarla!”

Schelling-“concordo con te, schopenhauer, sul fatto che la volontà si realizza in una moltitudine di soggetti coscienti e volenti quale l’uomo ma, quanto al dolore, sostengo che il fine ultimo al quale sia l’uomo che la natura sono destinati, e condivido lo stesso sogno di kant, sia il raggiungimento della pace!”

Leopardi-“Io, intanto che aspetto con voi questo fine, mi lascio naufragar nel sonno, che è prefigurazione della morte e quindi della tanto bramata pace eterna!!”

Un Commento

  1. per iniziare:)

    Schelling-”Troppa presunzione a mio parere!Ma l’uomo chi si crede di essere??Vede tutto in funzione di sè stesso, colpevolizza la natura mentre questa è indifferente all’uomo, agisce, crea e s eprovoca dolore, lo fa a sua insaputa!”

    Come può Leopardi non saltargli addosso e rispondere qualcosa del tipo: se nell’uomo la natura diventa cosciente, come ci insegni, come posso io, uomo natura cosciente, non ri-trovarmi in questa natura e continuare a percepirla come a me ostile?

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