Filosofi Solidali

“Dialogo sulla natura schelling schopenhauer” di Annalisa Panelli

2 filosofi,Schelling e Schopenhauer, in viaggio culturale in Italia,dopo essersi incontrati in uno storico caffè di Lucca,decidono di lasciare il chiacchiericcio della vita cittadina per incamminarsi verso l’alberato cerchio delle mura urbane in modo da poter approfondire la conversazione iniziata poco prima. Immersi nel profondo della natura si siedono su una panchina…


Schelling:Guardati intorno caro amico, siamo circondati da Spirito. Tutta la natura che ci circonda è pervasa da uno spirito vitale,ha vita,è creatrice.Proprio poco tempo fa mi sono trovato a leggere Dialogo della natura e un islandese di Leopardi e mi ha colpito molto l’immagine che lui dà della natura:una matrigna incurante dei suoi figli e carnefice della sua propria famiglia. La vedi anche tu così?

Schopenhauer:Come la penso?? Credo che il mondo in cui viviamo non sia altro che rappresentazione. Quella natura che voi dite esser viva e chiamate creatrice non è altro che illusione “La vita è sogno” come diceva Calderon de la Barca. Ciò che t circonda esiste in relazione a te uomo che lo percepisci. Oggetto e soggetto sono strettamente correlati ed esistono soltanto all’interno della rappresentazione, nessuno dei 2 può esistere senza l’altro. Ad esempio lo svanire di te soggetto che percepisce porterebbe con sè lo svanire del mondo che tu ti rappresenti.

Schelling:Ti sbagli. Guarda questo vecchio platano, in lui dorme lo spirito. E quel piccolo passero? In lui come in tutti gli animali sogna lo spirito ed è in noi invece che lo spirito,che in tutti gli altri livelli della natura era rimasto sopito, si risveglia.Affermando che ciò che ci circonda esiste in relazione ad un soggetto che lo percepisce sei convinto come Fichte che la natura sia un puro nulla,che la realtà non esista e che non ci sia niente al di fuori dell’io poichè tutto è contenuto in esso??

Schopenahuer:Per carità non paragonarmi a quel ciarlatano presuntuoso di Fichte ti prego. Non ho assolutamente negato l’oggetto riducendolo al soggetto nè ho affermato che la realtà non esiste. Credo solo che si nasconda dietro questo velo,questo mondo illusorio e al contrario di Kant,benchè lo ammiri e stimi molto, credo invece che si possa squarciare questo velo e conoscere la realtà per come è e non solo per come si percepisce e ci appare. Questa realtà,essenza di tutte le cose, non è altro che la volontà:questo impulso prepotente e infinito. La natura non è altro che l’incarnazione, il fenomeno di questa volontà che non vuole altro che se stessa. Anch’io come l’Islandese non ricordo di aver passato un sol giorno della mia vita senza qualche pena. Questa brama di volere è inappagabile e per questo l’uomo è destinato a soffrire.”Tanto c’è destinato il patire quanto il non godere poichè la vita è pervasa da un insaziabile avidità del piacere” Quali parole migliori di queste dell’Islandese per esprimere la sofferenza dell’uomo?! Tutto soffre:da quel fiore che appassisce per mancanza d’acqua a quell’ animale ferito,da quel bambino appena nato a quel vecchio morente. Ed in questo sono pienamente d’accordo con Leopardi:dietro tutte le meraviglie del creato si cela la lotta e la sofferenza di tutte le cose. L’unico fine della natura è quello di perpetuare la vita e con la vita il dolore. L’individuo appare solo uno strumento per perpetuare la specie.

Schelling:Nemmeno su quest’ultimo punto sono d’accordo. Parli dell’uomo come di un piccolissimo ingranaggio sminuendone il ruolo. Il fine della natura è questo voler,da parte dello spirito che la pervade,raggiungere se stesso cercandosi attraverso le cose. Ed è nell’ uomo che la natura raggiunge il suo fine ultimo,l’uomo è compimento della natura. Come la pianta si chiude nel fiore così tutta la terra si chiude nell’uomo che è il sommo fiore di tutta la metamorfosi organica. Per quanto riguarda il male, non posso che esser d’accordo con te e con Leopardi nell’affermare che esista. Il male c’è perchè esiste in parte già nel principio che ha creato il mondo:in Dio. Gli aspetti oscuri,negativi ed angosciosi dell esistenza,esistono poichè hanno origine già nell’assoluto stesso.Lo stesso Leopardi accusa la natura in quanto principio creatore maligno e portatore di dolore.

Shopenhauer:Chi l’avrebbe mai detto in questa lunga chiacchierata che alla fine saremo stati d’accordo su qualcosa! Devo ammettere infatti che su quest’ultima tua affermazione mi trovi d’accordo. Non che riconosca come principio assoluto Dio sia ben chiaro, comunque come te e come anche Leopardi credo che il male non sia solo nel mondo ma nel principio stesso da cui esso dipende.Guarda,il sole sta tramontando,le vie della città sono quasi deserte,tutti si rifugiano nelle proprie case come a cercare riparo dalle tenebre incombenti.Meglio andare.

Un Commento

  1. ho pubblicato il vostro l’articolo..
    adesso siete “author” e potete pubblicarli anche da sola..

    intanto grazie:
    – per aver partecipato alla condivisione
    – per averlo scritto
    – e per avermelo fatto leggere

    detto questo vi chiedo: come volete (se volete) che partecipi a questa condivisione..
    volete commenti che ci permettano di lavorarci ancora insieme?
    o preferite, almeno questo, lasciarlo al mondo e proseguire per altre strade?

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