Filosofi Solidali

Verità della conoscenza o conoscenza della verità?

Dialogo sul “Non essere e nulla” tra Gorgia, Democrito, Eraclito e Parmenide.

————

PR = presentatore D = Democrito P = Parmenide G = Gorgia E = Eraclito

————

PR: Signore e signori, benvenuti alla presentazione del nuovo trattato di Gorgia “Sul non essere o sulla

natura”. Gorgia, dì la verità, sei un po’ emozionato?

G: Con tutta franchezza, proprio no …

PR: Benissimo … passiamo adesso all’elencazione degli ospiti, già presenti qui sul palco … Eraclito, Parme-

nide e Democrito! Un bell’ applauso anche per loro !

clap, clap, clap

Caro Gorgia, alcuni sostengono che il tuo nuovo libro affermi teorie veramente rivoluzionarie. Che

cosa risponderesti ?

G: E chi in particolare ha detto ciò ?

P: Io, ad esempio …

G: Cosa te lo fa pensare ?

P: Ho letto buona parte del tuo trattato e, con una serie di passaggi che sembrano corretti, arrivi a dimo-

strare che niente esiste …

E: … se esistesse, non ne potremmo parlare …

D: … se ne potessimo parlare, non esisterebbe …

E: Già, questa conclusione entra in rotta di collisione con le nostre teorie, che sono senz’ altro giuste …

D: Gorgia, fammi capire meglio … sostenendo che nulla esiste, vuoi dire che non esistono né l’ essere né

il non essere …

G: Proprio così … vedo che hai afferrato !

D: Perciò, secondo le tue supposizioni, tutte le mie congetture sono completamente errate …

G: Davvero ?!

D: Certo … se non esistesse l’ essere, non ci sono né gli atomi né lo spazio vuoto in cui gli atomi si muovo-

no … non esiste la materia !

P: Io sono d’ accordo con Gorgia quando dice che il non essere non esiste, cosa peraltro ovvia, eliminan-

do così anche la teoria del movimento … secondo me, infatti, lo spazio vuoto tanto caro a Democrito

fa parte del non essere, perciò non esiste … Non riesco però a capire come si possa affermare che l’ es-

sere non esista … l’ essere è, non si può negare !

PR: Adesso sentiamo cosa ha da dire Eraclito, poi passeremo alla risposta di Gorgia, che, senza dubbio, non

sarà molto semplice … Vai pure, Eraclito !

E: Grazie … vorrei ricordare al signor Gorgia e anche agli altri due filosofi qui presenti che, nel momento

in cui parliamo o pensiamo all’ essere, non possiamo citare anche il non essere, perché altrimenti pro-

vochiamo una separazione e creiamo due esseri distinti, l’ essere e il non essere … ma l’ essere è uno,

un’ unica cosa …

P: L’ essere e il non essere sono due cose distinte … l’ una esiste, l’ altra non può !

PR: Per favore signori, fate rispondere Gorgia …

G: Prima di rispondere, o meglio, spiegare ai tre amici il contenuto del mio trattato, vorrei io porre una

domanda a Parmenide. Caro Parmenide, su quali basi sostieni che i miei passaggi sembrino “corretti” ?

P: Perché me lo chiedi ?

G: Coraggio, prova a rispondere …

P: Be’, sono tutte considerazioni che partono dagli stessi concetti e dalle stesse definizioni adottate

anche da me e che, con processi logici, arrivano poi a dimostrare la tua tesi … è tutto maledettamen-

te giusto ! E’ la conclusione ciò che risulta spaventoso …

G: Cosa è spaventoso ?

E: Il fatto che l’ essere non esista ! L’ essere deve esistere … altrimenti …

G: Altrimenti cosa !?

D: … altrimenti, se ci rifletti, non esisteremmo nemmeno noi che ne stiamo parlando e neanche la natura

che ci circonda ! Questo è il problema !

P: Per questa motivazione noi sosteniamo che tu ti stia sbagliando, Gorgia !

G: Fermi un attimo ! Eraclito, anche tu sei d’ accordo con quello che Democrito ha appena detto ?!

E: Sì …

G: E allora tu e il tuo compagno Parmenide non siete coerenti … poiché affermate che se non esiste l’ es-

sere, non esiste nemmeno la natura … ma per rendervi conto dell’ esistenza della natura vi state guar-

dando intorno con i sensi, non con il logos … e, come avete sempre sostenuto, i sensi raccontano l’ e-

satto contrario del logos,ci mandano in contraddizione …

P: Ascolta … questo te lo concedo e hai ragione … Rispondi però adesso: se non esiste l’ essere, non esi-

nemmeno il logos … ma sappiamo tutti che il logos esiste !

G: E chi ce lo assicura ?

E: Gorgia, ma cosa dici ? Se non esiste il logos, non possiamo neanche arrivare a conoscere l’ essere !

G: E siete sicuri che possiamo arrivare a conoscere l’ essere ?

D: In qualche modo deve essere conosciuto …

G: No ! E’ proprio questo il vostro errore e la chiave per comprendere il mio trattato ! Ora proverò final-

mente a chiarirvi le idee … ma voglio che collaboriate con me … Bene … voi sostenete che l’ essere

debba esistere, ma ad un certo punto arrivo io con le mie strampalate ma corrette teorie e dimostro

esattamente il contrario ? Come la mettiamo ? Chi ha ragione e chi ha torto ?

P: Codesto è il dilemma !

G: Il fatto è che voi sostenete che debba esistere un rapporto fra come vediamo il mondo e come il mon-

do è veramente … dico bene ?

E: Esatto !

G: Ma, per conoscere il mondo, l’ essere utilizzate il logos, cioè il linguaggio, la ragione poiché i sensi, se-

condo voi, si rivelano sempre contraddittori … fin qui sto andando bene ?

P: Fin qui ci siamo …

G: Ecco … la questione è che il mondo delle parole è indipendente dal mondo reale, quello che è per co-

me è, e ciò che noi diciamo sul mondo non necessariamente descrive veramente il mondo reale. Il

valore di verità di ogni cosa che affermiamo sta nel linguaggio e non è legato all’ essere. Come ho già

detto, con le parole (il logos) voi siete giunti a ritenere che l’ essere è, mentre io che l’ essere non è …

D: E allora chi ha ragione ?

G: Tutti abbiamo ragione … ma è meglio dire che abbiamo tutti torto … ciò che stiamo dicendo infatti non

è per niente necessario che riguardi l’ essere perché non c’ è niente che ce lo assicura !

D: Quindi tutti gli studi sugli atomi, il movimento …

E: … le teorie sul “panta rei” …

P: … e le definizioni dell’ essere (illimitato, ingenerato, unico) … sono da buttare?!

G: No, non ho detto questo … io ho soltanto affermato che tutto quello che crediamo di sapere sull’ esse-

re non è necessario che riguardi la realtà …

E: Però anche tu potresti sbagliarti sostenendo le cose che dici !

G: Ciò che dico può non rispecchiare la realtà … visto che riteniamo il nostro mondo ordinato dal linguag-

gio, però, devi dimostrarmi con le parole che mi sto sbagliando !

PR: Be’, io non c’ ho capito quasi niente .. comunque, riprenderemo l’ appassionante discussione tra qual-

che minuto …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *