Filosofi Solidali

Interroghiamo i filosofi: Socrate (cap.09)

Interroghiamo i filosofi: Socrate (cap.09)

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87 commenti

  1. cosa intendete esattamente con “in quella maniera”?

  2. mi scusi, sono stata poco chiara… intendevo, se risponde dicendo:“quello che adesso crediamo essere giusto per il raggiungimento della felicità di entrambi”..

  3. “io so che devo seguire ciò che credo essere il bene..”
    c’è una particolarità in questa affermazione: che è senza contenuto! è solo forma..
    io non so COSA sia giusto, ma so che sapendolo sono disposto a seguirlo (e quindi lo cerco, per poterlo praticare)..

    è ovvio quello che dite: “se si risponde si sa quello che si dice” 🙂 ma non è per niente ovvio sapere se quello che si dice sia vero o meno, e tantomeno se sia giusto o meno..

  4. d’accordissimo su quello che ha detto… ma se sa che deve seguire ciò che crede sia bene, allora non è che qualcosa sa?? (via mi sembra stia divenendo una conversazione rompicapo…). ho capito cosa vuole dire (finalmente), però mi diverto 🙂

  5. (apparte che tutte le discussioni filosofiche sono rompicapo)

  6. si spera solo di non farsi del male..!!

    certo che se so che devo seguire ciò che credo sia bene, qualcosa so:)
    esattamente come so qualcosa quando dico che “so di non sapere”.. so che non so cosa sia il bene, ma so che devo saperlo se voglio praticarlo.. etc etc

    lo stesso termine filosofia ci dice questo..
    per seguire la sapienza devo sapere almeno due cose:
    – sapere che esiste (se ne ignoro completamente l’esistenza non la cerco nemmeno)
    – sapere di non averla (perché se ce l’ho gia, cioè se sono gia sapiente, o saccente nel caso credo di saperla senza averla, il risultato non cambia: non la cerco)

  7. Già Socrate avete ragione e siete fin troppo buono perché state cercando il bene..
    Secondo me, potete cercarlo e perseguirlo quanto volete ma non ci sarà mai perché non c’è tolleranza, rispetto e soprattutto ascolto tra noi..
    Socrate, sono un pò pessimista (mi dispiace) ma secondo me Antifonte non ha tutti i torti a dire che c’è sempre una guerra tra gli individui..Arriveremo mai a un bene comune?? Ci sarà sempre una parte della comunità che vuole ottenere ciò che desidera e quindi non vuole “sacrificare” un qualcosa da cui non si riesce ad avere un equilibrio..

  8. ecco… allora signor socrate mi pare si sia un pò legato le mani con la sua formuletta tanto famosa… è vera solo in parte!! (per quello che diceva sulla filosofia in genere) come ho sempre creduto, del resto…
    ma questa non è una sorta di accusa o che so io cosa, almeno è utile, molto (come ho sempre detto).

    a un bene comune ci si arriva, se e solo se, lo si vuole; ma lo si vuole veramente, senza doppi scopi…

    (oi io nel peace&love ci credo!!!):-)

  9. @cristina.
    chi fa il male lo fa solo per ignoranza, cara cristina.. la guerra tra individui nasce nella convinzione che la ricerca del bene sia legata solo al soddisfacimento del proprio piacere individuale.. ma se è vero che non possiamo fare a meno di vivere in società (ripeto: se!) allora non possiamo essere felici in una società dove non sono tutti felici..
    se sappiamo questo sarà naturale pensare al bene come qualcosa di necessariamente condivisibile..
    Se anche Antifonte avesse ragione e la sua conoscenza della natura corrispondesse al vero (solo mi chiedo come fa a saperlo!), anche l’uomo che per natura cerca la felicità propria sa che ha bisogno di leggi, per quanto convenzionali, per impedire che il proprio egoismo prevalga mettendo in discussione la sua incolumità nei confronti degli altri, egoisti come lui..

    @cucciolo.
    “peace&love” è un giudizio?

  10. Sì, Socrate..Credo che il rispetto sia una legge molto importante alla quale l’uomo deve “sottostare” se ci tiene a vivere serenamente in una società ma spesso la infrange e in più cerca anche le pretese di aver ragione..Voi cosa ne pensate del perdono? Vi prego, mi interessa.. E che ne pensate della società di oggi? Spero vi siate informato 😀

  11. ciò che prima spiegava a cristina è meraviglioso…

    comunque, peace&love, più che un giudizio, la vedo come una filosofia di vita… il giudizio non era “una frase “appartiene” ad un’altra”?

  12. @cristina: cosa penso del “perdono”? chiedo scusa ma non so a cosa vi riferite..
    della società di oggi avrei invece molto da dire.. mi sembra che il rispetto per le leggi non sia cambiato molto.. forse le leggi non sono cosi condivise come tutti vorremmo che fossero, forse anche perché a farle sono in pochi, troppo pochi, e anche poco raccomandabili 🙂

    @cucciolo: una filosofia di vita? anche io ce l’ho! qual’è la differenza tra “peace&love” e “so di non sapere”, dunque? perche mi “accusate” di non avere pensieri se non esprimo giudizi ma solo, appunto, un atteggiamento e stile di vita? 🙂
    un giudizio è un enunciato che dichiara l’appartenenza di un termine rispetto ad un altro (non una frase). Ogni giudizio puo dunque essere vero o falso.. una filosofia di vita, un atteggiamento, etc non è vera o falsa, è preferibile o meno..

  13. io non voglio accusarla di non avere pensieri… è lei stesso che dice di sapere di non sapere!
    si, mi scusi, un termine…

    oh certo, sono d’accordo… ma se lei ne persegue una, vuol dire che secondo lei è il modo migliore di vivere, o no? risponderà: lo è oggi, magari non domani… (ok, ho capito…)

    ma vorrei chiederle un’altra cosetta.. studiandola su un libro, ho trovato la seguente affermazione: “facendo ironicamente finta di non sapere, Socrate chiede al proprio interlocutore, di renderlo edotto circa il settore in cui egli è competente..” c’è qualcosa che non mi quadra nel “facendo finta..”….

    e ancora: “la virtù socratica può essere INSEGNATA (??) e comunicata a tutti..”…

  14. i libri di testo ne dicono tante su di me.. comunque in quel caso non è che un problema di traduzione..

    dalla mia lingua, eir?neía, significa appunto dissimulazione.
    non significa che si “fa finta” nel senso che intendete voi, significa che ci si pone nei confronti dell’interlocutore comunque in una posizione dialettica che lo costringa a rivedere i suoi pensieri, a prescindere di quali siano..
    “fingo”=mi immergo in un ruolo (in questo caso il rompiscatole, o la levatrice) a prescindere che io sappia o meno qualcosa di quello che chiedo..

    Umberto Eco nel suo “il nome della rosa” definisce ironia come “Figura di Pensiero”.. una figura, appunto..

  15. nè dicono si tante.. se non ha scritto nulla!
    ah, ok, ho capito… comunque, in teoria, non dovrebbe saper nulla di quello che chiede.. a quanto dice…

  16. Sì, avete ragione..mi sono spiegata male..
    Ad esempio, perdonereste tutti quelli che erano contro di voi? Perdonereste quelli che vi hanno fatto del male solo per il loro egoismo?

  17. @cucciolo: ne dicono tante anche di chi ha scritto tanto, e hanno interpretato come vogliono.. invece che io non abbia voluto, di proposito, scrivere niente.. questo è ben chiaro a tutti 🙂
    @cristina: ma l’ho gia fatto! scegliendo di non fuggire da Atene è stato come dire: non è colpa loro, se hanno fatto una legge ingiusta è solo per ignoranza.. perché nessuno può volere il male..

  18. oh si certo, quello è vero… ma se qualcosa non è scritto, è ancora più facile travisarlo…

    “..perchè nessuno può volere il male…” che bella questa affermazione…(peccato che come tutte le cose di questo “genere”, è piuttosto utopico… ma l’importante è crederci..)

  19. chi fa il male comunque lo fa credendo di volere il proprio bene, no? solo si tratta di far capire che il proprio bene è anche il bene di tutti.. difficile? beh certamente si, niente è facile.. comunque crediamoci 🙂

  20. si, si, su questo mi trova perfettamente d’accordo…

    certo, io sono la prima a volerci credere… vedo l’utopia non come qualcosa di irrealizzabile, ma piuttosto di irrealizzato…:-)

  21. ho letto il vostro dialogo con interesse, come guardare un bel film e credetemi vi faccio un bel complimento perchè non sono un gran lettore…ma mi avete incuriosito e appassionato! Forse illustre Socrate se lei avesse scritto un bel “librone ” sul suo pensiero il nostro proff.( di solito però non è il suo metodo) ci avrebbe detto: studiate da pag. .. a pag….e così rientrerebbe anche lei nella schiera di quei saccenti che predicano dall’alto della loro sapienza. In questo modo invece rimane coerente con la sua teoria di sapere di non sapere e il suo amore per il dialogo

  22. grazie!! 🙂 è stato divertente punzecchiare Socrate.. hihi (e anche utile..)

  23. @daniele: tutto questo fino a questa mattina 🙂

  24. Ehm..Salve a tutti e scusate il ritardo!!:D Mancavo solo io, eh!:D Oh, sì, è stata davvero una bella chiacchierata, ho imparato molto:D Peccato sia finita..ma deve finire per forza?? Dai su cucciolo, inventiamo altre domande..:)Povelo Soclate..:)

  25. salve, sono tornata :-).. le sono mancata vero???

    ho solo una domandina questa volta… la virtù, per lei, coincide con la scienza del bene no?

  26. che piacere rivederla.. non la chiamerei “scienza” del bene.. ma “conoscenza” del bene.. la scienza riguarda il mondo del necessario, e cosa sia bene o non lo sia non è mai necessario, ma solo a discrezione di coloro che lo accettano e lo condividono.. (che il bene sia una scienza lo dice il mio allievo Platone.. lo devo prendere a pattoni, un giorno, quello li:)
    perché questa domanda?

  27. per chiarimento… quindi virtuoso è colui che attraverso il ragionamento capisce, di volta in volta, com’è bene comportarsi,no? ma questo “ben comportarsi” è bene solo in relazione ad una data circostanza, non è un bene definitivo, giusto?

  28. cos’è il bene definitivo lo sanno solo gli dei!
    fuori di metafora! se anche avessi la conoscenza del bene definitivo (e quindi la scienza) non potrei saperlo o comunque dovrei discuterne con gli altri per far si che anche gli altri lo conoscano (e inutile che lo sappia solo io, fare il bene è una cosa che devono fare tutti se voglio che provochi la felicità di tutti, anziché la mia condanna a morte:)

  29. ha mentito!!!
    dov’è il fumetto di Platone? dovevamo farci beffa anche di lui, no?

  30. non l’ho dimenticato:( è che non sono piu stato a casa in questi giorni.. spero di riuscire a farlo domenica!! lo farò, promesso:)

  31. O buon Socrate,
    permettimi di chiederti una cosa. La virtù (l’ atteggiamento filosofico) di cui parli, serve per cercare una definizione comune riguardo un concetto, per esempio la giustizia; perchè credi che il sapere possa essere ricercato? Sei quindi convinto che il sapere esista …

  32. o buon Gabriele,
    la virtù è l’atteggiamento stesso! non il fine della sua ricerca..
    essere virtuosi significa vivere secondo la propria natura, secondo la propria essenza, e la natura propria dell’uomo è quella di non sapere niente. Accettare questo (sapere questo, che è l’unica conoscenza possibile) significa vivere (praticamente) di conseguenza.. cercare sempre e non accettare mai le proprie conclusioni per certe e definitive..

  33. Per cui essere virtuosi significa fare il Bene, vero? Prima mi chiedevo, più precisamente, come fai, o Socrate, ad essere sicuro che non esiste una conoscenza definitiva … forse perchè con le parole non riesci a dare una risposta a tutte le domande che ti poni, a spiegare tutti concetti (Il famigerato “Ti esti”)?

  34. Salve buon Socrate,
    nel mio tema “Fedi e ragione” ho parlato di lei. Spero di non aver sbagliato ma ho scirtto una mia osservazione: lei ha fede nelle persone che “analizza” attraverso la maieutica? Io ho risposto di sì perché lei ha fiducia dei suoi “pazienti” che partoriscono idee.. Per lei, la fede e la ragione percorrono la stessa via verso la verità.. Ha capito quello che intendo?

  35. @gabriele
    ovviamente non ne sono sicuro 🙂
    @cristinella
    laddove non arriva la ragione, di solito, arriva la fede. se per fede intende credere che ognuno, in quanto umano, possa scoprire i suoi limiti e non arroccandosi dietro false sicurezze, allora di fede ne ho tanta, si, mi sono fatto anche ammazzare per questo 🙂 spero che ha inteso questo…

  36. Buonasera Socrate…onoratissima di poter parlare avec toi…vorrei chiederti,e mi scuso se la domanda è scandalosa o se il tuo sapere di non sapere mi fa capire di non capire,ma il fatto di essere consapevole di non avere neanche una minima risposta certa e di dover chiedere agli altri e scoprire che loro sanno anche meno di te…che almeno una cosa la sai,cioè che non sai…non ti fa sentire un peu spaesato,non sapere che strada scegliere…come chiedere a qualcuno semplicemente una direzione da prendere,senza sapere dove si arriverà…allora non è più importante una direzione poichè non c’è una meta,e camminando da qualche parte si arriva sempre…o no?

  37. proprio perché non so se la strada da prendere sia quella giusta, che non so nemmeno cosa voglia esattamente dire “la strada giusta”, che cerco di scoprirla, percorrendola, insieme ad altri. Insieme la strada sarà giusta per noialtri che l’abbiamo scelta.. e se saremo tutti ad aver scelto una strada, che questa sia stata giusta in assoluto non ci interessa più, sarà giusta per tutti noi che la stiamo percorrendo.. pronti, se troviamo qualcuno per la nostra strada che ci aiuterà con altre indicazioni e pronto a percorrerla con noi, a cambiare direzione.. alla fine, si scoprirà, non conta dove si va, e quale sia, se ci sia, la meta, ma con chi si va..

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