Filosofi Solidali

Esercitazione compito 3Fc (ex IF)

Esercitazione compito 3Fc (ex IF)

Come promesso pubblico un po’ di esercizi in preparazione del compito, tratti da compiti degli scorsi anni.

La prima domanda è del tipo che effettivamente troverete nel compito vero e proprio:

Tema: SCIENZA

Ricordando che la scienza è la conoscenza dei giudizi necessari, esprimi un pensiero coerente se essa sia possibile o meno e a quali condizioni alla luce della ricerca filosofica fatta fino ad oggi, utilizzando liberamente autori ed i seguenti frammenti:

L’armonia nascosta vale piú di quella che appare. (Eraclito)

Democrito talora rifiuta le apparenze sensibili e dice che nulla in esse ci appare conforme a verità, ma solo conforme a opinione, e che il vero negli oggetti consiste in ciò ch’essi sono atomi e vuoto. Infatti egli dice: “Opinione il dolce, opinione l’amaro, opinione il caldo, opinione il freddo, opinione il colore; verità gli atomi e il vuoto” […]. (Sesto Empirico)

Pubblico di seguito alcuni frammenti da usare come eventuale esercitazione. Se qualcuno vuole sottopormi quello che ha fatto prima del compito lo pubblichi come commento a questo post e sarò felice di valutarlo.

Come promesso nel compito di lunedì ci saranno comunque anche domande stile questionario, per permettere a tutti di esprimersi almeno con le proprie conoscenza.

ESERCITAZIONE

Leggi e commenta.

Valutazione: 2 punti per risposta (0 se bianca o completamente errata, 0,5 se corretta ma non rispondente al testo, 1 se poco corretta e rispondente al testo, 1,5 se nozionisticamente e rispondente al testo, 2 se con sintesi personale)

NB: per commentare il testo fai esplicitamente uso delle conoscenze che hai, ma rispettando e rispondendo alle questione che il testo propone. Ogni testo fa esplico riferimento al pensiero di un filosofo ma non è vietato, anzi è consigliato, trovare collegamenti anche incrociati con pensieri simili.

TALETE

…siccome, povero com’era, gli rinfacciavano l’inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un’abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n’era alcuna richiesta; quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte ricchezze e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo. (Aristotele)

ANASSIMANDRO

Questa [natura dell’infinito] è eterna e non invecchia.

ANASSIMENE

Come l’anima nostra, che è aria, ci tiene insieme, così il soffio e l’aria abbracciano il mondo intero. (Anassimene, fr. 13 B 2,)

PITAGORA

“Che principio di tutte le cose è la monade, che dalla monade nasce la diade infinita, soggiacente come materia alla monade ch’è causa, che dalla monade e dalla diade infinita vengono i numeri, e dai numeri i punti, e da questi le linee, e da queste le figure piane, e da queste le figure solide, e da queste i corpi percepibili, i cui elementi sono quattro, fuoco acqua terra aria, che mutano e si muovono attraverso il tutto. Che da questi è formato il cosmo animato e pensante e sferico, il quale ha nel suo centro la Terra, anch’essa sferica, e abitata.” (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VIII, 24-33 )

ERACLITO

E dentro di noi è presente un’identica cosa: vivente e morto, e lo sveglio e il dormiente, e giovane e vecchio: di fatti queste cose, una volta rovesciate, sono quelle, e quelle dal canto loro, una volta rovesciate, sono queste Fr. B 88 (Plutarco, Consolazione per Apollonio, 10)

PARMENIDE

Orbene, io ti dirò – e tu ascolta e ricevi la mia parola – quali sono le vie di ricerca che sole si possono pensare: l’una che “è” e che non è possibile che non sia – è il sentiero della Persuasione, perché tien dietro alla Verità – l’altra che “non è” e che è necessario che non sia. E io ti dico che questo è un sentiero su cui nulla si apprende. Infatti, non potresti conoscere ciò che non è, perché non è cosa fattibile, né potresti esprimerlo. (Proclo, Commento al Timeo, I, 345, 18-27)

ZENONE

Terzo è questo argomento: che la freccia in moto sta ferma. Esso poggia sull’assunzione che il tempo sia composto di istanti: se infatti non si concede questo il ragionamento non corre. Zenone paralogizza. Se, dice, tutto è in quiete o si muove, <e nulla si muove> quando sia lungo uno spazio uguale a sé, <dato che per tutto il tempo il mosso è nell’istante, la freccia che si muove è ferma>. […] (Aristotele, Fisica)

EMPEDOCLE

[…] Ma un’altra cosa ti dirò: non vi è nascita di nessuna delle cose | mortali, né fine alcuna di morte funesta, | ma solo c’è mescolanza e separazione di cose mescolate, | ma il nome di nascita, per queste cose, è usato dagli uomini. (Plutarco, Moralia adversus Coloten)

ANASSAGORA

Anassagora dice che l’uomo è il piú sapiente dei viventi perché ha le mani – ma è ragionevole dire che ha le mani perché è il piú sapiente. Le mani, in effetti, sono uno strumento e la natura, come un uomo sapiente, dà ogni cosa a chi può usarla. […] (Aristotele, Sulle parti degli animali)

DEMOCRITO

Democrito, lasciate da parte le cause finali, riconduce alla necessità [meccanica] tutte le operazioni della natura. (Cicerone, De fato)

Un Commento

  1. Rebecchi a nome di altri mi chiede:
    “non ci è chiaro l’archè per Eraclito ;
    Anassimene , Eraclito e Talete parlano di giustizia ?”

    L’arché per Eraclito è l’ordine stesso del cosmo, il Logos, quell’ordine che nel “panta rei” altrimenti caotico fa si che un ordine ci sia. Caotico è il “panta rei” solo per chi non lo ascolta con il logos, appunto, ma solo con i sensi e le opinioni.
    Il Logos è anche la nostra capacità di pensarlo quell’ordine.

    Frammenti sulla giustizia di Anassimene e Talete non risultano.
    Eraclito ovviamente si, ne parla il frammento che inizia con “Polemos è padre di tutte le cose…”.
    La giustizia per Eraclito è infatti garantita dalla guerra che fa si che tutto sia lotta tra opposti, lotta che garantisce l’equilibrio (e quindi l’ordine) del cosmo, ordine, che come detto sopra, è compreso dal logos (ci vuole il logos infatti per capire che caldo e freddo, etc, sono tutt’uno).

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