Filosofi Solidali

3fc: Esercitazione compito di Platone del 26 marzo 2012

3fc: Esercitazione compito di Platone del 26 marzo 2012

Come richiesto pubblico qui alcune domande di esempio per il prossimo compito (questionario) su Platone.

1. Perché il racconto platonico è definito “mito”?

2. Platone definisce “idee” gli oggetti immateriali, universali e identici a se stessi. In che modo sono conoscibili?

3. Che cos’è la reminiscenza?

4. L’arte dialettica è l’unico metodo per promuovere la conoscenza della realtà vera. Perché?

5. La filosofia è indipendente dalla politica?

6. In che modo i filosofi governano la città?

7. Cosa sono Mimesi e Metessi? In cosa falliscono?

8. Cosa sono i Generi Sommi?

 

5 commenti

  1. 1) I racconti di Platone vengono definiti miti perchè sono di facile comprensione e adatti a tutto il pubblico. Platone utilizza il mito affinchè le persone possano comprendere meglio il suo pensiero e i racconti mitologici da lui adottati servono per dare spiegazione a ciò che non può essere spiegato razionalmente.
    2) L’idea è un’entità immutabile e perfetta che è criterio di giudizio delle cose e causa di esse. Sono il modello unico di ciò che nel mondo sensibile è molteplice ed imperfetto. Le idee risiedono in “iperuranio”, ovvero al di là del cielo e sono conosciute dall’anima la quale reincarnandosi nei corpi è in grado di ricordarle attraverso i due rapporti fondamentali tra iperuranio e il mondo delle cose sensibili: mimesi e metessi.
    3)La reminescenza è il ricordo di qualcosa di passato. In Platone la reminescenza è quel processo secondo cui l’ uomo attraverso la visione di ciò che è sensibile, permette all’ anima di ricordare le idee.
    4)La dialettica in sostanza è la scienza che studia i rapporti tra le idee, cercando di determinare quali si connettono e quali no. La tecnica della dialettica è utile per definire un’ idea mediante successive specificazioni e diversificazioni, avanzando dividendo man mano un’ idea per due fino a raggiungere un’idea indivisibile. E’l’unico metodo per la conoscenza della realtà vera dal momento che giungiamo alla fine alla definizione finale ed unica dell’ idea considerata.
    5)Assolutamente no. Il motivo centrale del pensiero platonico è la rifondazione della politica mediante la costituzione di una comunità ideale dove si realizzi la giustizia. Per la costituzione di questa comunità, Platone pone al suo comando i filosofi che non devono avere in alcun modo attacamenti materiali affinchè il loro compito sia svolto al meglio. Lo stato sarà difeso da guerrieri mentre i lavoratori dovranno occuparsi di procurare cibo e ciò che è utile per la sopravvivenza della comunità. Questo modello riprende la dottrina della tripartizione dell’ anima e può essere costituito solo quando ogni persona che ne fa parte rispetta il proprio ruolo.
    6)I filosofi governano la città non preoccupandosi come detto in precedenza dei beni materiali, ma preoccupandosi solamente di far conoscere il bene alle persone. Il filosofo infatti una volta conosciuta l’idea del bene, cerca di trasmetterla agli altri, come accade nel mito della caverna.
    7)Mimesi: oggetti sensibili somigliano alle idee. Metessi: gli oggetti partecipano all’ esistenza delle idee. Il rapporto di mimesi fallisce quando si giunge a dire che vi sono infiniti modelli di una copia mentre il modello deve essere unico (Problema del terzo uomo). La metessi fallisce quando si arriva a dire che più copie sensibili partecipano di un unica idea.
    8)I generi sommi sono gli attributi fondamentali di tutte le idee. Tutte le idee, estese o specificate nel loro significato, verranno ricondotte a questi generi sommi, che per Platone sono cinque:Essere, identicità, diversità, quiete, moto. Tutte le idee sono. Ogni idea è identica a se stessa ed essendo identica a questa, è diversa da tutte le altre.

  2. 1- Platone si serve del mito per esporre i concetti e le sue teorie. Il mito veniva utilizzato da Platone a scopo didattico e il suo compito era quello di far comprendere all’interlocutore concetti e problemi che non si potrebbero esporre razionalmente , con un metodo che puntava ad una comunicazione intellettuale piú diretta.

    2-Le idee sono entità unitarie e indivisibili , immobili e ingenerate e non sono percepibili con i sensi ma solo con il pensiero. Mentre le cose sono visibili, le idee possono essere viste con l’anima e l’intelletto. Per esempio mentre esistono molte cose belle , esiste solo un idea del bello che rimane sempre identica a se stessa a differenza di molte cose belle che possono mutare. La conoscenza delle idee da parte dell’anima avviene tramite la continua reincarnazione che le permette di ricordare attraverso la mimesi e la metessi.

    3-la reminiscenza (anamnesi) riesce a “risvegliare” in noi la conoscenza che si era sopita ma che era lo stesso presente nella nostra anima. L’anima riesce a risvegliare le proprie conoscenze quando, una volta reincarnata in un corpo, viene a contatto con le cose di questo mondo.

    4-la dialettica é l’arte della discussione e del confronto

  3. Potrei farle una domanda: che cosa ha spiegato della metafisica dopo il principio del motore immobile e dell’ etica ?

  4. Salve, dopo la metafisica abbiamo oggi trattato l’etica.
    In particolare: la definizione di Bene e Felicità,di Virtù.
    In particolare la critica all’intellettualismo etico di Platone e la definizione di Bene come qualcosa che non sia legato al piacere ma alla conoscenza.
    Quindi abbiamo iniziato a vedere le virtù etiche (Giustizia e Giusto Mezzo).
    Lunedì continuiamo con le virtù dianoetiche.

  5. 1) Il racconto platonico è definito “mito” sostanzialmente per due motivi. Il “mito” innanzitutto è un artificio retorico utilizzato per facilitare la comprensione di concetti piuttosto complessi. Per Platone diventa anche un mezzo per chiarire i misteri celati dietro a ciascuna parziale verità da noi conosciuta.
    2) Le idee sono enti puramente intellegibili, collocate in un sito sopraceleste, l’“Iperuranio”. La nostra mente possiede già le idee, in quanto le ha viste quando, prima di unirsi al corpo, guardava le realtà eterne. Quanto la mente si è unita al corpo, ne ha perso la memoria. Ma dopo essersi reincarnata, comprendendo gli oggetti sensibili, che sono copia delle idee, riuscirà a ricordarsele.
    3)Secondo Platone conoscere=ricordare. Quando noi conosciamo qualcosa non entriamo in contatto con qualcosa di sconosciuto, bensì ricordiamo ciò che la nostra anima ha già visto quando, prima di unirsi al corpo, volgeva la sua attenzione alle resta eterne. (es. Schiavo nel ”Menone”, il quale pur non possedendo alcun tipo di conoscenza matematica, riuscì a risolvere un teorema di geometria. Le immagini che vedeva hanno riportato in luce ricordi della sua anima. Lo schiavo non ha scoperto nulla, ha semplicemente ricordato.)
    4)Per Platone la dialettica è la scienza filosofica per antonomasia. Il metodo dialettico è costituito da due fasi: Unione e Divisione. La prima consiste nel ridurre una molteplicità ad un’idea unica (concetto di sinossi). La seconda consiste nella divisione di un’idea generale in delle idee ad essa subordinate.
    5)No, per Platone l’uomo polito per eccellenza dev’essere il filosofo. I filosofi, coloro nei quali, durante l’educazione, è prevalsa la parte razionale dell’anima, devono essere i governatori dello Stato Ideale Platonico. La loro virtù principale dev’essere la sapienza. Essi devo completare prima un periodo di studi di 50 anni, poi saranno in grado di governare. Essi non possono avere proprietà privata, ne di beni materiali, ne di affetti; altrimenti si potrebbero distrarre e perdere di vista l’obi principale: il bene della ?????. (COMUNISMO PLATONICO)
    6)Vedi domanda 5.
    7)Mimesi (somiglianza): gli oggetti sono copia delle idee, quindi simili.
    Metessi (partecipazione): gli oggetti partecipano alle idee.
    Platone nel “Parmenide“ fa fare un’obiezione Da parte del filosofo di Elea alla teoria della partecipazione. Se io dico che Socrate è è uom da parte del filosofo di Elea alla teoria della partecipazione. Se io dico che Socrate è uomo, Presuppongo il fatto che in esso partecipi l’idea di umanità. Risulta contraddittorio però il fatto che un’idea possa partecipare in una molteplicità
    di individui, senza perdere la sua unità. Anche se pensassi che l’idea partecipa dell’individuo solo in modo parziale, renderei l’idea composta da parti; quindi non unica.
    Invece se le cose sono copie delle idee, che quindi fungono da modello; le due devono avere un rapporto di somiglianza. Per stabilire questo rapporto ho bisogno di un terzo termine. Ad esempio, se dico che Socrate è uomo, in quanto imita l’idea di umanità, devo avere un terzo termine a cui sia Socrate che l’idea di umanità siano simili. Quindi il rapporto di imitazione si risolve in un rimando all’infinito dell’aspirazione di cui eravamo alla ricerca. Questo obiezioni alla teoria dell’imitazione Verrà in seguito definita da Aristotele come “aporia del terzo uomo”.
    8) I generi sommi sono cinque attributi che, secondo un rapporto di comunanza, possono essere attribuiti a qualsiasi idea o genere subordinato. Essi sono collocati al vertice del mondo delle idee. Sono: “essere“ (l’uomo è, esiste), “identico“ (l’uomo è uomo), “diverso” (l’uomo non è un cane), “quiete” (l’uomo è fermo), “movimento” (l’uomo invecchia).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *