Filosofi Solidali

Lolita

Lolita

Già il nome Lolita evoca la natura della ragazza: la prima comparsa della “ninfetta” in costume stesa sul prato, dallo sguardo provocante che trapassa gli occhiali da sole e che incanta istantaneamente Humbert, ci fa capire il suo personaggio enigmatico e sensuale. Per Humbert Lolita è sinonimo di ossessione: in un primo momento il vecchio professore è disposto a tutto, è disposto a sacrificare ogni principio morale solo per poterla osservare, e per questo sposa la madre Charlotte, un po’ deridendo il suo amore adolescenziale per lui, un po’ ignorando e sopportando il suo carattere bizzoso e le sue  insensate gelosie. Quando Charlotte muore Humbert è solo felice che quell’ingombrante donna che ostacolava i suoi rapporti con Lolita si sia tolta di mezzo; e una volta sedotto e in possesso di Lolita sarà lui a essere ossessionato da un’incontrollabile gelosia. Oltre a questo la sua vita è resa impossibile in quanto si sente perseguitato da una figura che, se metaforicamente si può identificare con i suoi rimorsi di coscienza, è la causa concreta del suo definitivo crollo psicologico dal momento che gli porta via Lolita. E’ forse a questo punto che il crescendo di ossessione in lui si arresta e subentra qualcosa di più simile all’amore. Il vecchio professore ritrova Lolita donna, sposata, incinta, e nel suo animo sofferente compare un sentimento di tenerezza. Anche il disagio che la pedofilia insinua nello spettatore a questo punto si smorza per lasciare posto a un senso di pietà per Humbert, derisore e poi deriso, per Charlotte insopportabile quanto fragile, e per Lolita,  forse carnefice o forse lei stessa vittima delle proprie azioni. Sono tutti personaggi odiosi: Humbert, guidato solo dai suoi appetiti sessuali, torturatore insensibile della moglie ed infine assassino; Charlotte, insopportabile, stupida civetta; e Lolita, causa di ogni dramma, anche del proprio. Nonostante questi personaggi così bassi non ho potuto fare a meno di sentirmi partecipe di ogni loro sofferenza, non ho potuto non provare pena per la loro infelicità, forse perché sono privi di vera e propria cattiveria o perché sono incredibilmente umani; rappresentanti di caratteristiche che, in piccola o grande parte, sono in tutti noi, rimangono vittime dei loro desideri inappagati e per questo non si può fare a meno di sentirli in qualche modo vicini.

Questa canzone insolitamente allegra usata durante scene drammatiche rende l’atmosfera grottesca: l’elemento della pedofilia insinua negli spettatori un senso di disagio che questa canzone acuisce.

Scheda del film

Titolo originale: Lolita
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Vladimir Nabokov
Soggetto: Vladimir Nabokov
Anno: 1962
Genere: drammatico

Sinossi
Il professor Humbert Humbert si trasferisce negli Stati Uniti e trova alloggio in casa di Charlotte, dove lui si innamora a prima vista della figlia Lolita, seducente ragazzina. Per non doversene separare Humbert sposa Charlotte che morirà poco tempo dopo lasciando ai due la possibilità di iniziare una relazione. La ragazzina però, oppressa dalla gelosia del professore e attratta dalla figura di Clare Quilty, scappa da Humbert causando il suo devasto psicologico.

 

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