Filosofi Solidali

Chi sono io?

Chi sono io?

Io empirici, volontà oggettivata, forme pure che conoscono in un certo modo e quindi sono in quel mondo, oppure “se non me lo chiedete lo so altrimenti non lo so piu?”.

L’uomo è l’unico animale per il quale la sua stessa esistenza è un problema che deve risolvere.
Erich Fromm

FEUERBACH: Sai mica che ore sono?

STIRNER: So a malapena chi sono io, figuriamoci se so dirti l’ora

FEUERBACH: In effetti non è facile sapere chi siamo. Al Massimo possiamo dire che siamo uomini. Cos’è per te l’uomo?

STIRNER: L’uomo? Non so di cosa tu stia parlando

FEUERBACH: Dai non fare il prezioso! Cos’è l’uomo? Chi sei tu?

STIRNER: Le tue domande sono ben diverse amico mio. Io sono io, l’uomo di cui stai parlando non so chi sia.

FEUERBACH: Tu quindi non saresti un uomo?

STIRNER: Cosa intendi per uomo?

FEUERBACH: L’uomo sono io, sei tu, quell’essere che pensa, mangia, beve…anzi forse tu hai bevuto un po’ troppo, sarà bene che il tuo corretto lo finisca io.

STIRNER: Non temere amico mio, sono più che lucido, tu piuttosto mi pari un po’ confuso: sbaglio o hai appena detto che io sono te?

FEUERBACH: Sbagli. Io ho detto che noi siamo uomini

STIRNER: No, mi dispiace contraddirti ma non esiste alcun noi, io sono io, tu sei tu. Anzi, oso affermare che tu non sei altro che un mezzo per il soddisfacimento della mia volontà.

KANT: Cosa odono le mie orecchie! Giovane: agisci in modo da considerare l’umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo!

STIRNER: Buon signore, lei mi parla di umanità, ma l’umanità non è niente se non uno spettro di cui l’individuo si fa schiavo. Io non sono schiavo di nessuno.

KANT: Non trovi dunque che in fondo ci accomuna una stessa natura? Uno stesso modo di vedere le cose?

STIRNER: Assolutamente no. Io sono un individuo unico, sono l’unica realtà.

HEGEL: Non starete mica ciarlando di “individualità”? Se sì mi dispiace deludervi ma sate sprecando il vostro tempo. Se vi ponete dal punto di vista dell’individuo, non raggiungerete mai l’universalità e l’universalità è tutto, lo dice la parola stessa!

STIRNER: mi dispiace interromperla ma cosa intende per universalità?

HEGEL: Spirito ovviamente, Spirito Assoluto: tutto è spirito miei cari, non lo sapevate forse?

FEUERBACH: Spirito, spirito, spirito…lo spirito non ha fame, io sì! Non c’è niente di superiore a noi, niente da raggiungere. Parlare di Spirito è un po’ come parlare di Dio: Se l’uomo crede in Dio è solo perchè proietta al di fuori di sè qualità che sono proprie dell’ essere umano.

STIRNER: Tu ti contraddici senza nemmeno accorgertene, e poi sarei io quello ubriaco.

FEUERBACH: Ma cosa dici? Mi stai dando sui nervi.

STIRNER: Neghi qualsiasi cosa superiore all’uomo ma poi mi parli di “esere umano” e per di più gli conferisci attributi divini. Dio per chi crede è perfetto, ma esistono forse persone perfette?

FEUERBACH: No e non ho mai detto questo, ma non capisco dove vuoi arrivare…

STIRNER: Dio è perfetto, ma Dio in realtà è una proiezione dell’essere umano, concorderai dunque con me se affermo che l’essere umano è perfetto, ma entrambi riconosciamo l’imperfezione delle persone, quindi esse non sono degne dell’umanità che è a loro superiore in quanto perfetta.

FEUERBACH: Non ci avevo pensato.

CAMERIERA: Posso portarvi qualcos’altro?

FEUERBACH: Signorina la posso importunare con una domanda?

CAMERIERA: Prego

FEUERBACH: Chi è lei? In senso assoluto intendo….a suo parere lei è un essere unico e  inclassificabile o è parte di un tutto che la rende fondamentalmente uguale a tutti gli altri?

CAMERIERA: Non saprei cosa rispondere, è un argomento assai complesso.

FEUERBACH: Ci provi.

CAMERIERA: E se fossimo entrambe le cose? Voglio dire se tutta la realtà fosse un grande macchinario, con tanti pezzettini piccolissimi, ognuno diverso dall’altro: unico e insostituibile, eppure ogni pezzettino sarebbe comunque parte di un qualcosa di più grande che però senza le sue parti non sarebbe niente. Un po’ come i fiocchi di neve, chi l’avrebbe mai detto che la neve, una cosa così semplice e uniforme, in realtà è formata da miliardi e miliardi di fiocchi ognuno diverso dall’altro?

HEGEL: La neve, mia cara, si chiama Spirito, ma evidentemente voi non siete abbastanza coscienti da arrivarci da soli.

FEUERBACH: Di nuovo quello spirito! Se lo sento nominare di nuovo mi alzo e me ne vado!

CAMERIERA: A dire il vero purtroppo dobbiamo chiudere, mi dispiace interrompervi ma si è fatto veramente tardi.

FEUERBACH: Santo cielo è vero! A pensare che tutto questo filosofeggiare è nato proprio dal mio voler sapere l’ora!

KANT: Ci sono cose che non si possono proprio conoscere. Se chiudere la questione fosse così facile quanto chiudere un’osteria, cosa faremmo noi a giornate?

Un Commento

  1. Molto molto bello e profondo, anche se io invece della metafora della neve avrei preferito un orologio con i suoi ingranaggi, ricollegandosi anche al fatto che tutta la conversazione era partita solo per sapere che ore fossero!

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